The Cinque Terre (Çinque Tære in Liguria) is a jagged stretch of coast of the eastern Ligurian Riviera located in the territory of the province of La Spezia between Punta Mesco and Punta di Montenero, in which there are five villages or, as we once said, lands , listed here from west to east: Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola, Riomaggiore. They are part of the Ligurian Riviera and more precisely of the stretch of the Eastern Riviera (Riviera spezzina).

Since 1997 they are part of the UNESCO World Heritage List, [1] with the following motivation: "The eastern Ligurian Riviera of the Cinque Terre is a cultural landscape of exceptional value that represents the harmonious interaction established between man and nature to create a landscape of exceptional quality, which shows a millennial traditional way of life and which continues to play a major socio-economic role in the life of society ". [2] Thanks to the geographical and anthropological characteristics of the territory where they are located, the Cinque Terre are considered one of the most evocative Italian coastal attractions, [3] due to their hilly and rugged hilly landscape, softened by the construction of terraces or terraces for culture, which it goes down towards the sea with steep slopes;

Over the centuries, the work of man has shaped the territory by building the famous terraces on the slopes at sea, due to the particular agricultural technique aimed at exploiting as far as possible the soils placed on a steep slope that slopes towards the sea, he has done so one of the most characteristic and fascinating landscapes of Liguria.

In 1997, at the request of the province of La Spezia, the Cinque Terre, together with Porto Venere and the islands of Palmaria, Tino and Tinetto, were included among the UNESCO World Heritage Sites.

In 1998 the Ministry of the Environment established the Cinque Terre Marine Protected Area [4] for environmental protection, protection and enhancement of biological resources, for the dissemination and promotion of socio-economic development compatible with the naturalistic relevance- landscaping of the area.

Nel 1999 è stato poi istituito il Parco Nazionale delle Cinque Terre[5] per la conservazione degli equilibri ecologici, la tutela del paesaggio, la salvaguardia dei valori antropologici del luogo.

Le Cinque Terre

Percorrendo il tratto di costa da ovest verso est, ovvero da Genova verso La Spezia, i paesi che si incontrano sono nell’ordine: Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore. Di questi soltanto Monterosso, Vernazza e Riomaggiore sono comuni, mentre Corniglia e Manarola sono frazioni, rispettivamente, di Vernazza e Riomaggiore.

Monterosso

Monterosso è la più occidentale e la più popolosa delle Cinque Terre. La sua posizione geografica ne fa il borgo più strategico dei cinque: infatti Monterosso sorge ai piedi del crinale su cui convergono le tre direzioni stradali principali del comprensorio: la S.P. 36 dalla Val di Vara (che collega con l’Aurelia), la statale Litoranea e la S.P. 43 (da Levanto alla Litoranea).
Monterosso è ubicato al centro di un piccolo golfo naturale, protetto da una modesta scogliera artificiale. Ad ovest del paese, al di là del Colle dei Cappuccini, si trova l’abitato di Fegina, naturale espansione turistica e balneare del piccolo borgo originario, dove è ubicata la stazione ferroviaria e dove si trovano spiagge di ghiaia sottile. Rispetto agli altri borghi marinari che costituiscono le Cinque Terre, a Monterosso si trovano le spiagge relativamente più estese, in virtù dell’ampiezza del golfo su cui si affaccia il paese.

Vernazza

Procedendo da ovest verso est, dopo Monterosso al Mare si trova Vernazza. Il borgo sorge su un piccolo promontorio che si inserisce nel mare, raggiungibile con una strada che scende dalla S.S. “Litoranea“.
Si ritiene che il nome derivi dall’aggettivo latino “verna“[8], ossia “del luogo”, “indigeno”, ma è plausibile anche che possa essere legato al più celebre prodotto locale: il vino denominato “Vernaccia“. Secondo altri la derivazione sarebbe da attribuire al prediale latino (Gens) Vulnetia[9], che designerebbe una famiglia proprietaria di fondi.
Il suo porticciolo garantisce un sicuro approdo, sin dai tempi delle Repubbliche marinare, in un’insenatura naturale che permette l’attracco di mezzi natanti e rende ancora più caratteristico e suggestivo quello che è considerato uno dei borghi più belli d’Italia[10].

Corniglia

Corniglia è in posizione centrale rispetto agli altri abitati delle Cinque Terre, situata ad est del capoluogo comunale di Vernazza e di Monterosso, e ad ovest di Manarola e Riomaggiore.
Si differenzia dagli altri paesi delle Cinque Terre in quanto è l’unico borgo che non si affaccia direttamente sul mare, ma si trova sulla cima di un promontorio alto circa cento metri, circondato da vigneti posti su caratteristici terrazzamenti a fasce, tranne sul lato che guarda verso il mare.
Per raggiungere Corniglia è necessario salire una lunga scalinata detta Lardarina, costituita da 33 rampe con 382 gradini, oppure percorrere la strada che la collega alla stazione ferroviaria. Inoltre Corniglia è unita a Vernazza da una suggestiva passeggiata posta a mezza costa fra la vetta e il mare.

Manarola

Manarola nasce dallo spostamento di popolazioni che dalla Val di Vara si mossero verso il mare per sfruttarne le risorse. Il suo nome deriva, forse, dal latino Manium arula, che significa “piccolo tempio dedicato ai Mani”[11].
Posto su un promontorio in alto rispetto al mare, il paese si sviluppa nella gola che scende verso il mare, chiusa tra due speroni rocciosi, ospitando un piccolo approdo. Fra i cinque borghi è il più piccolo dopo Corniglia.
Il borgo sorge nel tratto terminale della valle del torrente Groppo. Le abitazioni si affacciano una ridosso all’altra sulla via principale, sorta in seguito alla copertura del corso d’acqua e chiamata perciò dagli abitanti U Canâ (il Canale).

Riomaggiore

Riomaggiore, (Rimasùu /rima’zu:/ nel dialetto locale della lingua ligure), è la più orientale delle Cinque Terre. Il centro storico, il cui nucleo originario risale al XIII secolo, è situato nella valle del torrente Rio Maggiore, l’antico Rivus Major dal quale il borgo prende il nome.
L’abitato è composto da diversi ordini paralleli di case torri genovesi che seguono il ripido corso del torrente. Il nuovo quartiere della Stazione, così chiamato in quanto sviluppatosi a partire dalla seconda metà del XIX secolo con l’arrivo della ferrovia, è situato invece nell’adiacente valle del torrente Rio Finale (Rufinàu), così denominato in quanto segnava un tempo il confine tra le terre di Riomaggiore e quelle di Manarola (Manaèa).
Le due vallate su cui si estende l’abitato sono separate dalla ripida costa di Campiòne (Canpiòn). La valle del Rio Maggiore è sormontata dal Monte Verugola (Verügua) le cui tre cime, raffigurate nello stemma comunale, rappresentano da sempre il simbolo del borgo.

Territori limitrofi

Il comprensorio delle Cinque Terre è circondato da alcuni comuni della provincia spezzina, in linea di massima dai territori che fanno parte dell’entroterra valdivarese e del Golfo della Spezia:

Sulla costa della riviera di Levante, il comune di Monterosso confina con il comune di Levanto e il comune di Riomaggiore confina con il comune della Spezia, che ha nel Parco Nazionale i territori di Campiglia Tramonti e di Biassa.
Nell’entroterra della riviera, il comune di Monterosso confina con il comune di Pignone, il comune di Vernazza confina con i comuni di Riccò del Golfo e Beverino, e Riomaggiore confina con il comune della Spezia.
In prossimità delle Cinque Terre vi sono poi altre località di suggestivo interesse come la spiaggia del Persico, la scogliera delle Rosse, Monesteroli, Fossola e Schiara.

Enogastronomia

Le Cinque Terre sono altrettanto famose per le prelibatezze culinarie che sono tipiche dei luoghi.

Sulla tavola dei cinque borghi rivieraschi si possono gustare i tipici piatti della cucina ligure su tutti il pesto genovese, soprattutto le pietanze a base di pesce, con alcune tipicità locali come le famose acciughe sotto sale di Riomaggiore. Uno dei dolci più tipici delle località è senz’altro la crostata con la marmellata di limone.

Anche nel settore enologico, le Cinque Terre sono famose. I vini maggiormente conosciuti prodotti nelle Cinque Terre sono il bianco 5 Terre, ma soprattutto lo sciachetrà, un vino passito ottenuto dalla fermentazione di uve lasciate asciugare su tralicci e simbolo commerciale di queste terre, unico e prodotto solamente in questo territorio.

Letteratura

Le Cinque Terre sono state rifugio ed ispirazione per molti letterati, uno su tutti il Premio Nobel Eugenio Montale al quale è stato dedicato un parco letterario a Monterosso[27]. Proprio Monterosso fu luogo di residenza estiva di Montale, il quale definì la sua abitazione (tuttora esistente) “la pagoda giallognola“[28] menzionata nella poesia Antico, sono ubriacato dalla voce e dove compose, tra le altre, la lirica La casa dei doganieri[29], contenuta nella raccolta Le Occasioni. Molti letterati cantarono le prelibatezze di queste terre, una su tutte il vino sciachetrà:

Dante Alighieri ne paragona l’aspro paesaggio alla rupe del Purgatorio.
Boccaccio nella seconda novella della decima giornata del Decameron:
« […]e allora in una tovagliuola bianchissima gli portò due fette di pane arrostito e un gran bicchiere di vernaccia da Corniglia[…][30] »
Francesco Petrarca nell’Africa scriveva:
« Da qui i vigneti illuminati dall’occhio benefico del sole e dilettissimi a Bacco si affacciano su Monte Rosso e sui gioghi di Corniglia, ovunque celebrati per il dolce vino »
Franco Sacchetti, ne Il Trecentonovelle, scrisse:
« […]E veggendosi in grande stato, per onore di sé e per vaghezza di porre nel suo alcuno nobile vino straniero, pensò trovare modo di far venire magliuoli da Porto Venere della vernaccia di Corniglia. E per alcuno amico fece scrivere a un messer Niccoloso Manieri da Porto Venere che quelli magliuoli dovesse mandare. E aúto buona risposta, trovandosi alcuna volta con messer lo piovano in quella villa suo vicino, dicea come avea trovato modo d’avere de’ magliuoli della vernaccia di Corniglia, e che gli aspettava d’ora in ora.[…][31] »
Miguel de Cervantes Saavedra, autore del Don Chisciotte, cita il vino delle Cinque Terre in una delle sue Novelas Ejemplares.
Gabriele D’Annunzio nelle Faville del Maglio definisce il famoso vino:
« …quel fiero Sciacchetrà che si pigia nelle cinque pampinose terre.[32] »
Eugenio Montale wrote:
«... the classic type, drunk on the spot, authentic, one hundred percent, far exceeds that pharmaceutical wine of Porto [33]»
Gianni Brera spent in the Cinque Terre about thirty summers and the first novel of his Trilogy by Pianariva, "Il corpo della ragassa", is dated "Monterosso al Mare".

Cinema

In 2013 the Cinque Terre were the set for some scenes of Martin Scorsese's The Wolf of Wall Street. [34]


Condividi

share on Facebook
× Per offrirti il miglior servizio possibile, questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti. Continuando la navigazione autorizzi l'uso dei cookies Accetto